30 ottobre 2008

Agenzia Entrate: riorganizzazione o smantellamento?

Lo tsunami Brunetta si abbatte anche sull’Agenzia delle Entrate. Chi pensava che questa amministrazione sarebbe rimasta “illesa” dalla furia governativa si dovrà ricredere. La scure demolitrice dei servizi pubblici attraversa l’Agenzia delle Entrate con una nuova dannosa riorganizzazione. Ha illustrato ai sindacati questo ennesimo progetto “innovatore”, la settimana scorsa, il Direttore dell’Agenzia Befera con il consueto infiocchettamento di semplificazione, efficienza, razionalizzazione. Il progetto, che eredita il vecchio piano riorganizzatore di Visco e Romano va a raddoppiare le posizioni dirigenziali da sopprimere (da 103 a 210) con la conseguenza di “retrocedere” come importanza e funzione un numero imprecisato di uffici, va a ridurre del 10% l’organico dell’Agenzia ovvero circa 4 mila lavoratori, e prevede lo stanziamento, senza battere ciglio, di 8,6 milioni di euro per incentivare i dirigenti all’esodo anticipato verso la pensione. E inoltre la creazione di 106 direzioni/uffici provinciali che avranno competenza provinciale e “qualificata” sull’accertamento, relegando gli attuali uffici principalmente all’assistenza al contribuente e a lavorazioni del controllo marginali, non strategiche. E ancora non si è prospettato nulla per le Direzioni Centrali né per leDirezioni Regionali, ma le premesse non sono rassicuranti.Chiaramente il Direttore Befera si guarda bene dal fare alcun riferimento ad “argomenti” di interesse dei lavoratori, quali il salario accessorio decurtato, il rinnovo contrattuale del biennio economico 2008-2009 che si preannuncia di pochi euro o i necessari percorsi di carriera e di riqualificazione professionale. Anche al più ingenuo sarà chiaro che questo progetto è un’ altro passo verso lo smantellamento di un pezzo fondamentale della pubblica amministrazione, l’Agenzia delle Entrate. Lungi da noi il voler difendere il modello Agenzie Fiscali. Sin dall’inizio l’abbiamo contrastato per la confusione e il massicci accorpamento indefinito di tributi e funzioni, con l’aggravio di carichi di lavoro impressionanti, che i lavoratori hanno dovuto sopportare in più di 8 anni. Ma dopo le lunghe stagioni dei condoni berlusconiani, vi è stato un positivo aumento delle entrate fiscali, imboccando finalmente la strada per combattere l’evasione e l’elusione diffusa. Evidentemente questo da fastidio al sistema imprese, banche, rendita e speculazione finanziaria così care a questo governo quindi, smantellare l’Agenzia delle Entrate diventa il crocevia ineludibile e l’orizzonte prossimo.

14 ottobre 2008

13 settembre 2008

La circolare Brunetta sui permessi per motivi personali e familiari, ex art. 46, co 2, del CCNL

…..ed alla fine il Ministro Brunetta è stato costretto a smentire l’assurda e punitiva interpretazione dell’Agenzia delle Entrate sui permessi per motivi personali e familiari! (art 46, co 2, del CCNL).

Secondo la nota della DC Personale n. 106123 del 7 luglio 2008, i permessi ex art. 46, comma 2, del CCNL, già fruiti nel primo semestre del 2008, avrebbero “cautelativamente”, dovuto essere convertiti in ore, con la conseguenza che il lavoratore avrebbe potuto godere solo delle eventuali ore residue.

Ora, la Circolare n. 8/2008 della Funzione pubblica, al punto 2.4, secondo cpv, ha precisato che le giornate fruite per motivi personali prima del 25 giugno 2008, andranno considerate figurativamente
come pari a 6 ore a giornata.

In questo modo, il Ministro Brunetta ha riconosciuto che il proprio
decreto-legge non poteva avere effetto retroattivo, come “cautelativamente” ritenuto dall’Agenzia delle Entrate.

E sappiamo bene che questo non è l’unico aspetto problematico del comportamento dell’Agenzia, sia in merito all’interpretazione del decreto Brunetta che in generale rispetto ai rapporti con il personale.

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Inviamo in allegato un modello per richiedere alla Amministrazione di competenza che i permessi fruiti a giorni dai lavoratori, prima del 25 giugno 2008, siano convertiti in 6 ore per giornata, come indicato dalla Circolare n. 8/2008.

Prot.

Oggetto: Domanda per l’applicazione dei criteri di calcolo, indicati dalla Circolare n. 8/2008 della Funzione pubblica, alle giornate di permesso fruite per motivi personali precedentemente al 25 giugno 2008.


Il sottoscritto_________nome____________cognome_________,in

servizio presso l’Agenzia delle Entrate, Ufficio_____________,


CHIEDE


che le giornate di permesso per motivi personali e familiari ex art. 46 co 2 del CCNL, fruite dal 2 gennaio al 24 giugno 2008 siano considerate figurativamente come pari a 6 ore a giornata, in conformità alle prescrizioni contenute nel §2.4 della Circolare n. 8/2008 (DFP-0040319-05/09/2008-1.2.3.3) dell’Ufficio Personale Pubbliche Amministrazioni - Servizio Trattamento del Personale.

data


firma

5 agosto 2008

I retroscena dell’accordo Fps 2006 uffici centrali

Sui contenuti dell’accordo relativo al FPS 2006 degli uffici centrali ci siamo già dilungati nei precedenti comunicati sottolineandone gli aspetti negativi e, soprattutto, l’introduzione delle ridicole pagelline. Ma come spesso accade, la discutibile sostanza diun accordo si accompagna ad una forma altrettanto discutibile. Ebbene, l’accordo sottoscritto il 17 luglio non solo è stato siglato soltanto da 8 delegati RSU (e non dalla maggioranza della RSU come prevede espressamente l’articolo 8 dell’Accordo Collettivo Quadro che regolamenta la materia), ma vi è di più: ben 3 rappresentanti (1 della CGIL, 1 della CISL, e 1 della UIL) hanno firmato due volte, come delegati RSU e come rappresentanti di OO.SS. Sdoppiamento di personalità o tentativo maldestro di far apparire un consenso intorno all’accordo che in realtà non c’è? Ed è forse per questo che, come per incanto, nell’accordo pubblicato sul sito Intranet le firme dei singoli delegati RSU sottoscrittori dell’accordo sono sostituite dalla generica dicitura “la RSU firma”? Basterebbero questi “particolari” per spiegare il clima e la correttezza che ha ispirato tutta la trattativa, ma al peggio non vi è mai fine…Infatti, l’Amministrazione ed i suoi sindacati amici, CGIL, CISL e UIL così disinvolti nel siglare accordi senza rispettare le regole da essi stessi stabilite (l’Accordo Collettivo Quadro è stato sottoscritto da CGIL, CISL, UIL), sono poi diventati sorprendentemente rigorosi impedendo ai 7 delegati RSU che non hanno sottoscritto l’accordo, di allegare una normalissima nota all’accordo con la quale si motivano le ragioni della mancata sottoscrizione (secondo una consolidata prassi sindacale).

Cosa spinge l’ Amministrazione ed i suoi sindacati amici a nascondere il dissenso di una parte rilevante della RSU sull’’accordo? Perchè si vuole impedire al personale di coglierne davvero i contenuti, mettendo a tacere i delegati RSU che quell’accordo non hanno firmato? Semplice: Amministrazione e CGIL, CISL e UIL credono che i soldi del personale siano un affare da gestire privatamente, e sanno altrettanto bene che l’introduzione delle pagelline in un momento in cui la categoria è pesantemente sotto attacco è un vero e proprio insulto alla dignità ed alla professionali del personale. Un boomerang che tornerà loro indietro nel momento in cui partirà questa comica “valutazione”, che, dati i tagli, ha lo scopo di dare a pochi quegli stessi soldi che intanto ora tolgono a tutti. O forse questo accordo serve all’Agenzia per essere in armonia con il Brunetta pensiero, e a CGIL, CISL e UIL per presentarsi agli occhi dell’Amministrazione come sindacati “responsabili ed accomodanti”?

o

22 luglio 2008

ACCORDO FPS 2006: ARRIVANO LE PAGELLINE!!! I COBAS NON SOTTOSCRIVONO L’ACCORDO

Si è conclusa dopo mesi , con l’accordo del 17 luglio 2008, la lunga e sofferta trattativa per la definizione del FPS 2006 negli Uffici centrali. Hanno siglato l’accordo con una maggioranza risicatissima 8 delegati RSU di CGIL, CISL e UIL, contrari 7 delegati RSU dei Cobas, RDB, Intesa, Dirstat e Flp.
Punto essenziale dell’accordo è l’introduzione per il 2007 di un meccanismo di valutazione, con la previsione di una complessa e farraginosa procedura che prevede l’autovaluazione del dipendente, la valutazione del dirigente e, in caso di difformità, l’intervento di un fantomatico “nucleo di valutazione” . Insomma una procedura che introdurrà delle vere e proprie ridicole ed umilianti pagelline.
Precisiamo subito che il ritardo nella conclusione della trattativa è da addebitare al comportamento tenuto dall’Amministrazione che ha posto come pregiudiziale per il proseguimento della trattativa stessa l’introduzione della valutazione. Su questo punto ha incontrato da subito la disponibilità di CGIL, CISL e UIL.
Tutto il resto della trattativa è quindi passato paradossalmente in secondo piano.
Come Cobas, all’interno della RSU, abbiamo subito posto una questione di metodo: nessun accordo deve esser firmato senza consultare preventivamente il personale attraverso un’assemblea.
Per questo, dopo aver incassato ripetuti rifiuti da parte dei delegati di CGIL, CISL e UIL come singoli delegati RSU dei Cobas, Rdb, Intesa e Dirstat, abbiamo convocato un’assemblea del personale che ha detto chiaramente che la valutazione doveva essere tenuta fuori dall’accordo. Ma CGIL CISL e UIL, hanno deciso di andare per la loro strada, ignorando quanto emerso nell’assemblea. A quel punto, allora, abbiamo rivolto ai delegati CGIL, CISL e UIL, un appello pubblico per la convocazione di un’assemblea unitaria di tutto il personale. Ma non è giunta nessuna risposta, a dimostrazione che per questi sindacati la volontà del personale ha una sua utilità soltanto durante le elezioni RSU.
Grazie al ruolo unitario tenuto dai delegati RSU dei Cobas, RDB, Dirstat, Intesa e Flp, siamo riusciti ad evitare che l’introduzione delle pagelline avvenisse per il 2006.
Ma a questo punto l’Amministrazione e CGIL, CISL e UIL hanno preteso che nell’accordo 2006 fosse inserita l’avvio di un sistema di valutazione per l’anno 2007: paradossale, nell’accordo sul fondo 2006, si chiedeva una cambiale in bianco per il 2007, proprio in un momento in cui il salario accessorio è congelato dai provvedimenti governativi!!
I motivi del nostro dissenso sulle pagelline sono noti:
1) la valutazione riguarda il 2007 per cui interverrà retroattivamente, senza che il personale sia stato preventivamente informato sui criteri che avrebbero determinato la valutazione stessa;
2) la valutazione si basa su criteri non verificabili: gli indicatori (capacità di risolvere i problemi, impegno professionale e sviluppo professionale) sono estremamente arbitrari ed attengono alla personalità del lavoratore più che alla sua prestazione;
3) la divisione del personale in buoni e cattivi, meritevoli e non meritevoli, promossi, bocciati e rimandati, renderà teso il clima tra i colleghi e tra il personale ed il dirigente, a scapito del lavoro stesso. Questo sistema “premierà” pochi a scapito della maggioranza del personale.
A ciò si aggiunga che in un periodo di feroce attacco alle nostre retribuzioni ed ai nostri diritti (vedi interpretazione dell’Agenzia sulla questione della conversione in ore dei permessi retribuiti) regalare all’Amministrazione questo ennesimo strumento di ricatto significa avallare nei fatti tutta la campagna denigratoria condotta contro i dipendenti pubblici.
Per concludere, l’Amministrazione si è persino rifiutata di fornire al personale i prospetti dettagliati con l’indicazione puntuale degli importi percepiti così come da noi richiesto: e nemmeno su questo CGIL, CISL e UIL sono stati capaci di uno scatto di dignità sindacale.
O forse l’interesse comune dell’Amministrazione e dei suoi sindacati amici (CGIL, CISL e UIL) è di secretare tutto ciò che riguarda il personale per aver mani libere nella conclusione degli accordi??

Ai lavoratori tutti “meritevoli” e “non meritevoli” diciamo di valutare loro quanto merita questa Amministrazione ed ancor più se sia ben riposta la fiducia in certe organizzazioni sindacali. Questa è per noi l’unica valutazione sensata…

9 luglio 2008

RONDE OPERAIE. E I MINISTERIALI CHE FANNO?

Schiacciati, bruciati, avvelenati, spezzati.
Gli operai muoiono sul lavoro per un salario miserabile. Una media di quasi quattro al giorno.
Fiumi di parole, di impegni solenni, di decreti legge non sono riusciti nemmeno ad attenuare il fenomeno.
La macchina per pompare profitto è troppo potente, nessuno ha interesse a fermarla.
Sulla sicurezza (falsa) dei cittadini sono pronti tutti ad agire, sulla sicurezza degli operai solo chiacchiere al vento.

Nessuno difenderà la pelle degli operai se non gli operai stessi

Si stanno formando le RONDE OPERAIE, per la propaganda diretta delle norme antinfortunistiche, per la denuncia pubblica dei posti di lavoro dove mancano le misure di protezione.
A Milano, per esempio, saranno decine i cantieri aperti per l’EXPO 2015.
Quanti operai pagheranno con la vita il “grande business”?

Questi alcuni operai e delegati sindacali delle fabbriche che hanno aderito: Ansaldo Camozzi Milano, Jabil ex Siemens Cassina De Pecchi (MI), Hoffman Monza (MI), Pirelli Milano, INNSE Presse Milano, Schneider elettric Stezzano (BG), Comitato Operaio Falck contro l’amianto, Sesto San Giovanni, Dalmine (BG) Microtecnica Brugherio (MI), L’isolante K-Flex Roncello (MI), Candy Brugherio, (MI) Amsa Milano, Fireweb Trezzano Rosa (MI), Comitato operai ex Falck contro l’amianto Vobarno (BS), Spriano Vimodrone, Tessival Ponte San Marco (BS).

E nei ministeri che si fa? Solo belle autocelebrazioni, così la coscienza è a posto (soprattutto quella sindacale)…
Tutto è pronto per andare alla casa al mare o in montagna (o dove cazzo volete, se potete farlo ancora!).
Mentre il governo - democraticamente voluto anche da moltissimi dipendenti statali - sovverte l’ordine repubblicano costituzionale, smantella il diritto del lavoro, toglie ai poveri per dare ai ricchi, mentre si muore ancora sul lavoro, si fa di tutto per non disturbare il manovratore… (ma l’opposizione parlamentare dov’è?)
Vogliamo aspettare che vengano a prenderci negli uffici per mandarci via?
Eh già, che un po’ lo meriteremmo, noi statali, di essere cacciati via. Ma non perché siamo fannulloni (a dir dell’altro nano): lavoriamo fin troppo bene con i mezzi e lo stipendio che abbiamo.
Lo meriteremmo per l’ignavia di troppi, per il voler sempre delegare quello che potremmo fare in prima persona, perché vogliamo difendere solo miseri, personali privilegi, perchè mettiamo sempre la testa sotto la sabbia, affidando ad un altro la soluzione dei problemi (suoi e dei suoi amici…): a noi serve solo il calcio, o la parabola (quella evangelica e quella televisiva), o il cellulare ultimo modello, o la pleistescion, o l’automobile ipertecnologica super ecologica, o la nuova velina più fica di quella di prima ma sempre qualche immigrato da cacciare via, per ricordargli che siamo padroni a casa nostra!!!
Si sta abbattendo un enorme sciagura sul lavoro pubblico, mentre i burocrati sindacali, (che si stanno accordando con governo e confindustria, per proteggere i propri apparati ed i propri privilegi di parassiti del lavoro) fanno i soliti velleitari proclami, sempre per non disturbare il manovratore…

Autorganizziamoci come hanno fatto gli operai delle fabbriche.

DIFENDIAMO il lavoro statale, i servizi che diamo ai CITTADINI (e non UTENTI), per uno Stato VERAMENTE sociale.

CONTRO il profitto, la burocrazia sindacale, politica, dirigenziale.

E, COME AL SOLITO, L’AMICO DELL’AMICO RIUSCIRA’ A SALVARSI IL CULO…

Cobas M.E.F.

21 giugno 2008

Lavoratori delle Agenzie Fiscali: oltre il danno la beffa!

Lavoratori delle Agenzie Fiscali: oltre il danno la beffa!

In questi giorni la stampa sia nazionale che locale riporta i brillanti risultati ottenuti dalla Agenzia delle Entrate sul fronte del recupero delle imposte.E’ evidente che tali performances possono
essere ottenute solo con l’impegno dei lavoratori che hanno operato ed operano quotidianamente all’interno dell’ amministrazione finanziaria. Si tratta di quei Lavoratori che vari esponenti del governo ricomprendono tra i “fannulloni” o così tentano di far credere all’opinione pubblica per coprire le poltrone dei dirigenti e l’intera operazione di spoil system che si cela dietro. Questa mattina aprendo i giornali quegli stessi lavoratori scoprono che il loro salario accessorio (il famigerato comma 165), peraltro legato alle effettive entrate tributarie derivanti dall’accertamento, sarà ridotto del 10%, quale “premio” concesso dall’attuale governo. Ma non basta, troppo poco,il decreto di attribuzione dei fondi che alimentano il salario accessorio, già firmato dal predecessore di Tremonti, è stato ritirato e sarà riproposto assegnando per la prima volta alla Guardia di Finanza il 50% dell’importo totale risultante. Non c’è che dire, un sistema alquanto originale per incentivare il personale, soprattutto fingendo di dimenticare che i “fannulloni” di cui sopra garantiscono lo svolgimento delle attività di verifica e di controllo, garantendo un continuo aumento delle entrate tributarie, mettendo a disposizione i propri automezzi e anticipando di tasca propria le spese, rimborsate poi a distanza di mesi.Un bel “regalo” di Brunetta, Tremonti e variopinta compagnia governativa! Insomma più si lavora,
più aumentano le entrate e …più si decurta il salario!

E se una buona volta i lavoratori delle Agenzie Fiscali si fermassero?